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Per natale
aiuta Ylenia a

combattere il cancro

Una straordinaria storia di solidarietà, anche tu puoi scrivere un capitolo

La piccola Ylenia ha sei anni e vive in un piccolo villaggio rurale nella regione di L’Viv, nell’Ucraina occidentale. Quando ha cominciato a manifestare i primi disturbi, i genitori l’hanno portata all’Ospedale regionale di riferimento dove gli è stata eseguita un’ecografia ed è stata inviata all’Istituto Nazionale del Cancro di Kiev per le indagini aggiuntive e le cure. Nel Reparto di Oncologia Pediatrica dell’Istituto, che accoglie e cura i casi di tumore infantile provenienti dall’intero Paese - e dove Soleterre interviene da dieci anni con servizi di supporto medico, psico-sociale, educativo e di accoglienza familiare - la diagnosi formulata è di neuroblastoma dell’emotorace destro con metastasi in linfonodi cervicali. Una diagnosi sulla quale il primario e lo staff medico del reparto non ritengono di avere sufficienti esperienze e strumentazioni per intervenire nel paese, e pertanto chiedono a Soleterre la possibilità di attivarsi per poterla ricoverare e curare in Italia.

La famiglia viene accolta presso la casa di accoglienza familiare che Soleterre ha aperto nel 2008 a Kiev, la prima ed unica struttura simile esistente nel paese, per ridurre i tempi di ospedalizzazione ai piccoli pazienti che non sono costretti al ricovero permanente ma possono recarsi in ospedale solo per trattamenti giornalieri, così da garantire loro un ambiente di vita più sereno e familiare con i propri genitori e fratelli. Qui Ylenia fa amicizia con gli altri bambini e genitori ospitati, partecipa alle attività educative e ludiche organizzate dagli educatori e animatori volontari della casa; a volte arrivano i clown-dottori dall’Italia e la festa è ancora più grande.

Tra una chemioterapia e l’altra, quando i bambini recuperano l’energia e la vitalità della loro età, giocano e si divertono come ogni bambino al mondo vuole e dovrebbe poter fare. E in questi giochi nella casa e nel giardino della “dacia” (come è stata ribattezzata dai genitori), Ylenia stringe una amicizia speciale con Marina, poco più grande di lei, che diventa come una sorella maggiore.
Dopo pochi mesi la notizia attesa: un centro di eccellenza di Roma nell’oncologia pediatrica e le istituzioni regionali approvano la richiesta di ricovero. Il personale di Soleterre avvia e segue tutte le procedure necessarie per i visti di ingresso e prenota i voli aerei.


La famiglia viene accolta nella Casa di Peter Pan, associazione con cui Soleterre condivide principi e valori dell’accoglienza del bambino onco-ematologico e della sua famiglia e con cui ha attivato una collaborazione da alcuni anni sia in Italia che all’estero, nella apertura di Case di accoglienza familiare (come quella di Kiev) sul modello adottato da Peter Pan a Roma.

Dopo gli accertamenti ed esami del caso, lo staff medico valuta di procedere all’intervento chirurgico. Peraltro, la settimana successiva all'intervento, la mamma di Ylenia (in gravidanza) partorisce il piccolo Ivan. La gravidanza della mamma era stata scoperta solo all’arrivo in Italia, tenuta nascosta nel timore che questo potesse pregiudicare il viaggio della speranza. Naturalmente la famiglia è stata da subito e per l'intero periodo di gravidanza supportata nella scelta, messa in contatto con i servizi sanitari di Roma per tutti i controlli ecografici e check-up pre-parto. Alla luce di questa situazione familiare, il padre decide di rimanere in Italia, rinunciando al rientro in patria per lavorare. Questo naturalmente pregiudica fortemente le già precarie condizioni economiche della famiglia, ma il contributo di Soleterre, Peter Pan e la solidarietà di molti sostengono la famiglia in questo importante periodo.


L’intervento riesce bene e, registrando la stabilità e non evidenza di malattia nelle successive TAC di controllo, la bambina può essere dimessa. È una gioia immensa vedere una bimba rinascere alla vita, dei genitori recuperare la serenità e la fiducia dopo l’angoscia e la paura. La permanenza in Italia presso la casa di Peter Pan ha lasciato loro forti legami di amicizia e di condivisione fraterna con i volontari e con le altre famiglie ospitate, provenienti dall’Italia ma anche da altri paesi del mondo. Ed insieme una buona conoscenza della lingua italiana.

La famiglia è potuta così rientrare in Ucraina, ma il percorso non è concluso: ci vogliono cinque anni prima di poter dichiarare un paziente oncologico guarito. Periodo durante il quale Ylenia dovrà essere sottoposta con periodicità a rientri e controlli in Italia.
Ma il pensiero costante di Ylenia in questi mesi va a Marina, la sua amica e sorella del cuore: ogni tanto, durante la permanenza in Italia, riescono a sentirsi e a vedersi con skype. Che gioia e che divertimento l’esperienza di rivedersi e di potersi raccontare le loro storie. Ma Marina continua ad alternare periodi in reparto con altre giornate che invece può trascorrere alla “dacia”. Per lei purtroppo la storia è ancora aperta ma ha bisogno del tuo aiuto per riaccendere la speranza di Ylenia.