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Assistenza psicologica e sociale
Soleterre
#1 Inviato : mercoledì 20 luglio 2011 10.49.11(UTC)

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Iscritto: 08/03/2011(UTC)
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Tra le attività sostenute da Soleterre c'è l'assistenza psicologica e sociale.

L’assistenza psicologica e sociale continuativa viene rivolta ai piccoli pazienti ed alle loro famiglie grazie alla creazione ed al sostegno di un team di intervento psico-sociale. Lo staff psico-sociale è composto da tre psicologhe, due educatrici e un’insegnante. Le psicologhe realizzano terapie individuali e di gruppo, riuscendo a costruire un percorso personalizzato e idoneo per tutte le famiglie che ne fanno richiesta. Il lavoro è svolto sia direttamente con i bambini che con i genitori. Una delle psicologhe, in particolare, è specializzata in arte-terapia. Le educatrici e l’insegnante lavorano con gruppi di bambini e ragazzi nei due reparti pediatrici.

In particolare il sostegno psicologico è garantito da:
a) Una psicologa specializzata in arte terapia. Si occupa di attivare diversi servizi ed attività, a seconda delle esigenze dei pazienti. Oltre a fornire consulenze individuali, infatti, organizza laboratori di arte-terapia e gioco-terapia con i bambini, lavori arte-terapeutici di gruppo con bambini e genitori ed attività ludico-educative comuni con i bambini e le loro mamme.
È ormai risaputo il fatto che l’Arte Terapia sia una disciplina fondamentale per i bambini che si trovano ad affrontare esperienze così dolorose come quella del cancro. L'Arte Terapia è un intervento di aiuto e di sostegno alla persona che utilizza le attività artistiche visuali (comprese musica, danza, teatro, marionette, costruzione e narrazione di storie e racconti) come mezzi terapeutici, finalizzati al recupero ed alla crescita della persona nella sfera emotiva, affettiva e relazionale. È dunque un intervento di aiuto e di sostegno a mediazione non-verbale attraverso l'uso dei materiali artistici e si fonda sul presupposto che il processo creativo messo in atto nel “fare arte” produca benessere, salute e migliori la qualità della vita. Attraverso l’espressione artistica facilitata da un’arte-terapeuta adeguatamente formata è possibile incrementare la consapevolezza di sé, fronteggiare situazioni di difficoltà e stress, esperienze traumatiche, migliorare le abilità cognitive e godere del piacere che la creatività artistica, affermando la vita, porta con sé. Ci sono una serie di caratteristiche intrinseche al fare arte che rendono l’impegnarsi in questa attività di per sé terapeutica. È stato dimostrato che quando una persona è immersa in un’attività creativa riceve una serie di sollecitazioni a livello fisico, intellettuale ed emozionale che portano a mutamenti organici e psicologici che favoriscono i processi di guarigione.
Le tecniche manuali che vanno dalla pittura su legno (tipica di questa regione), ai disegni, ai lavori con la pasta di sale e la creta, inoltre, stimolano il tatto e la manualità e, in generale, i centri nervosi periferici, contribuendo al miglioramento dello stato psico-fisico del paziente ricoverato.
Altrettanto importante è far condividere a figli e genitori le stesse esperienze attraverso lavori di arte terapia familiari e di gruppo, in modo da creare canali di comunicazione ed armonizzare i rapporti tra madri e bambini.

b) Una psicologa senior, che svolge un intenso lavoro psicologico sia con le famiglie ed i bambini, sia con i medici e le infermiere e, a richiesta, con gli altri membri dello staff. Lavorando a stretto contatto con pazienti oncologici, infatti, anche i medici, il personale infermieristico dei reparti e lo stesso staff psico-sociale necessitano di un supporto psicologico, volto a prevenire il cosiddetto “burn out”.
La psicologa senior lavora sia nel reparto di Oncologia Pediatrica dell’Istituto Nazionale del cancro di Kiev, sia in quello di Neurochirurgia Pediatrica, e le tecniche da lei utilizzate vanno dalla Gestalt Terapia - la terapia del contatto emotivo- al lavoro di gruppo, alla tecnica dell’Udienza Attiva. L’intervento psicologico è fondamentale in tutte le fasi della malattia, dalla diagnosi al sostegno pre e post operatorio (soprattutto per quei bambini che subiscono amputazioni), salvaguarda la qualità della vita presente e futura del bambino/adolescente e della sua famiglia e sostiene la qualità dell’azione terapeutica offerta. Molto spesso l’evento traumatico, che la malattia tumorale nei bambini porta con sé, causa fragilità psicologiche nell’intero nucleo famigliare e, in alcuni casi, fa riemergere aspetti latenti precedentemente compensati.
La psicologa senior ha ottenuto ottimi risultati anche con le equipe medico-infermieristiche dei due reparti, ha favorito un buon livello di comunicazione all’interno dello staff offrendo un lavoro di elaborazione delle ansie generate dall’importante carico emotivo che li coinvolge. Vengono affrontate di volta in volta quelle problematiche che i medici/infermieri non sanno come gestire, come ad esempio il rapporto con il paziente, la morte, l’identificazione con l’altro.

c) Una psicologa junior, che si occupa della prima accoglienza alle famiglie, della gestione della casa di accoglienza e anche di fornire consulenze individuali a bambini e genitori nell’ambito della casa. È molto importante accogliere le famiglie nel periodo iniziale di adattamento, spiegare loro cosa li aspetta, i servizi dei quali possono disporre e della possibilità di soggiornare alla casa di accoglienza per alcuni di loro (specialmente i bambini sottoposti ad esami diagnostici ed i neonati o bambini molto piccoli).
Un primo livello molto importante nel percorso che i bambini malati e le loro famiglie devono affrontare è l’impatto iniziale sia nei confronti della struttura/ospedale che nei confronti della malattia neoplastica. L’accoglienza, la condivisione ed il contenimento delle ansie profonde dei piccoli pazienti e dei loro genitori in questa fase è molto importante. La psicologa junior lavora soprattutto in questo momento accogliendo tutte le nuove famiglie in arrivo. È lei a dare il primo input nella stesura delle schede pazienti (cartelle dedicate ad ogni famiglia in grado di raccontare tutta la loro storia clinica e psicologica) a fare una prima valutazione dei nuovi arrivati, in modo da indirizzare il lavoro dei colleghi nelle fasi successive, grazie a colloqui di valutazione psicologico - clinica.
In aggiunta alle attività del reparto, durante l’arco dell’anno vengono organizzate delle attività e degli incontri di mutuo-aiuto dedicati ai genitori, in modo che questi siano supportati nell’affrontare la drammatica malattia del figlio/a e siano spinti a trovare nel legame di solidarietà con gli altri genitori un’ulteriore fonte di forza e speranza.

Le attività ricreative, di animazione ed educative sono strumenti dimostratisi particolarmente utili per avvicinarsi ai bambini e sdrammatizzare le paure che li accompagnano. Gli obiettivi di queste attività sono affini alla sfera del sostegno psicologico e con le psicologhe condivisi, ma vedono la loro peculiarità nel limitare le interferenze della malattia tumorale sulla crescita dei bambini/adolescenti, accompagnando i piccoli pazienti in percorsi di gioco, fantasia, scoperta e studio che diano anche continuità alle consuetudini delle loro vite a casa.
Ogni giorno si svolgono attività di animazione per i bambini grazie alla presenza costante di due educatrici, che vantano esperienza decennale nel loro campo. Le educatrici sono importanti punti di riferimento per i bambini nei reparti e organizzano più volte alla settimana attività ludico-educative durante le quali i piccoli pazienti hanno modo, almeno per un po’, di distogliere la mente dalla malattia e di prendersi il meritato svago. Durante le ore in reparto, le due educatrici organizzano con i piccoli pazienti le attività più svariate, cercando di andare incontro alle loro esigenze e di stimolare la loro creatività: si svolgono quindi gare di disegno, lavoretti di vario tipo (anche in base alle festività in corso), giochi di società, letture di libri e storie, creazioni di bracciali e collanine, visione di film e cartoni che stimolino discussioni, etc. In particolari occasioni sono stati realizzati in reparto spettacoli di clown con animatori esterni (ad esempio in occasione delle festività natalizie).
Da circa due anni è stata inserita la figura della maestra in corsia, fondamentale per restituire una dimensione di normalità e di quotidianità alla degenza dei piccoli malati oncologici. L’insegnante svolge regolari lezioni su materie scolastiche e si avvale di supporti audio-visivi per rendere le lezioni ancora più coinvolgenti ed interessanti. Sebbene non sempre sia facile tenere a bada una classe la cui età media varia dai 6 ai 14 anni, i bambini ed i ragazzi attendono con ansia l’arrivo dell’insegnante.
Tutti i membri dello staff sono affiatati e collaborano attivamente tra di loro, scambiandosi consulenze e consigli soprattutto sui casi che si rivelano più complessi e problematici sia dal punto di vista fisico, sia psicologico.

La logista distribuisce ad ogni nuova famiglia che giunge presso il reparto di Oncologia Pediatrica i libri di benvenuto. Il kit per le nuove famiglie comprende due libri per bambini (in cui si spiega rispettivamente cosa siano la radio e la chemio terapia), due manuali per i genitori ed un volantino in cui si descrivono tutti i servizi che offriamo in reparto:

  • “Non siete Soli”: pubblicazione per i genitori in cui vengono date le informazioni necessarie alle famiglie che si trovano a combattere il tumore infantile: consigli psicologici, informazioni su trattamenti e cure e informazioni giuridiche necessarie per tutelare i diritti del proprio figlio.

  • “Сome parlare al proprio figlio del cancro”: è un libretto di circa 20 pagine in cui vengono dati ai genitori una serie di consigli per affrontare questo difficile argomento con i propri figli.

  • “Radio Robby”: è la storia di un super eroe che spiega ai bambini cos’è la radioterapia.

  • “Chemio Casper”: un altro super eroe che racconta ai bambini cos’è la chemioterapia.

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