Ciao a tutti,
scusate la latitanza di queste settimane:
ci siamo dovuti concentrare su un'emergenza che abbiamo avuto in Uganda.
In realtà è iniziata a metà dicembre, ma proprio nelle scorse settimane si è concentrato il grosso delle attività per cercare di trovare una soluzione.
Non mi dilungo, ma chi volesse saperne di più può leggere questo articolo apparso su Avvenire:
http://www.cooperazioneallosviluppo.esteri.it/pdgcs/RassegnaStampa/avvenire%2029-12.pdfNel frattempo, tra mille difficoltà, gli altri progetti sono andati avanti, compresa la distribuzione del cibo nelle nostre scuole.
Jilda e Lucy, le nostre collaboratrici di Kampala che seguono il sostegno a distanza e la distribuzione dei pasti nelle scuole, hanno parlato con un bambino molto vispo, che sa già cosa vuol fare da grande:
Mi chiamo Simon, ho 10 anni e quest'anno frequento la terza elementare alla scuola St. James di Bbiina.
Sono nato in un villaggio vicino a Masindi, nel nord dell'Uganda, dove ho vissuto fino a qualche anno fa insieme ai miei genitori, a mia sorella e ai miei 5 fratelli. Purtroppo dopo che i miei genitori si sono separati, mia madre è andata via di casa e mio padre è rimasto senza lavoro: i miei fratelli sono rimasti con mia nonna e io sono stato affidato ad una zia che vive a Kampala.
Da quando sto a Kampala vivo con la zia e i miei cugini a Mutungo, in una piccola casetta.
Lo spazio non è tanto, ma sto bene perchè mia zia, che io chiamo mamma, mi vuole bene e si prende cura di me: mi fa sentire come se fossi a casa mia con i miei veri genitori. E' lei che mi permette di andare a scuola perchè paga la mia retta, oltre a quella dei suoi figli. I miei fratelli che sono rimasti al villaggio, invece, non vanno a scuola, perchè non hanno i soldi per pagare le rette.
Voglio studiare anche per aiutare i miei fratelli che non hanno avuto, come me, l'opportunità di andare a scuola.
Mia zia ha deciso di mandarmi nella stessa scuola in cui vanno i miei cugini, così possiamo andare e tornare da scuola tutti insieme.
Mi alzo tutte le mattine alle 6, mi lavo e mi vesto; insieme ai miei cugini faccio colazione col tè e un po' di pane, poi andiamo a scuola tutti insieme. Ci mettiamo circa 20 minuti a piedi, ma camminando lungo la strada parliamo ed il tempo passa in fretta.
Sono contento di andare a scuola, perchè lì ho tanti amici con cui giocare; la St. James mi piace perchè gli insegnanti sono bravi e soprattutto perchè si mangia a pranzo. E' bello poter mangiare insieme agli altri bambini; quando ero nella scuola del villaggio non potevo farlo perchè lì bisognava portarsi il cibo da casa avvolto in un pacchetto e io purtroppo non avevo né il cibo né il materiale con cui fare il pacchetto... Quando gli altri bambini mangiavano, io rimanevo in disparte a giocare insieme ai bambini che, come me, non avevano niente da mangiare.
Qui invece posso mangiare insieme ai miei compagni di classe; il mio piatto preferito è il riso con i fagioli, e vorrei che a scuola ce lo dessero più spesso al posto del posho (polenta, ndr) che invece non mi piace tanto.
Penso che sia giusto che i bambini abbiano l'opportunità di mangiare a scuola: quando ero alla scuola del villaggio e non mangiavo nulla, facevo molta fatica a concentrarmi, perchè avevo fame, soprattutto verso mezzogiorno e durante le lezioni del pomeriggio. Adesso invece non mi preoccupo più di questo, perchè so che a pranzo posso mangiare.
Quando le lezioni sono finite, verso le 4, torno a casa insieme ai miei cugini; faccio un po' di pulizie, lavo la mia divisa della scuola e poi ceniamo tutti insieme verso le 9,00.
Durante il fine settimana quando sono a casa da scuola faccio i lavori di casa, lavo i piatti e vado a prendere l'acqua con le taniche insieme ai miei cugini, perchè a casa non ne abbiamo; la domenica mattina vado a messa, nel pomeriggio faccio i compiti e poi vado a giocare con i miei amici.
Durante le vacanze scolastiche qualche volta vado al villaggio a trovare la nonna e i miei fratelli, oppure resto a Kampala con mia zia.
Il mio sogno è quello di diventare un bravo medico per poter curare le persone malate che soffrono.
Penso che i dottori siano persone intelligenti, perchè aiutano gli altri.Rispetto a molti altri, ai suoi fratelli rimasti al villaggio ad esempio, Simon è un bambino fortunato.
Perchè sta con una zia che gli vuole bene come una mamma, perché può magiare tutti i giorni,
perché può andare a scuola e sognare un giorno di diventare medico.
Noi vorremmo dare anche ad altri bambini la possibilità di sognare e magari, un giorno, di realizzarli quei sogni.
Ma per farlo abbiamo bisogno anche del tuo aiuto: il cammino è lungo,
ma un passo alla volta, insieme, ce la possiamo fare.
Un caro saluto.