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 Oggetto del messaggio: Re: Storia di Arkadiy
MessaggioInviato: 22/03/2010, 15:46 
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Iscritto il: 02/02/2010, 14:44
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Anch'io sono del parere che l'aiuto deve essere fornito nel loro territorio, magari fornendo a personale locale le competenze per agire in casi di emergenza. L'aiuto migliore che possiamo dare a queste persone è renderle indipendenti.


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 Oggetto del messaggio: Re: Storia di Arkadiy
MessaggioInviato: 23/03/2010, 12:59 
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Iscritto il: 02/12/2009, 16:31
Messaggi: 33
Ecco la sala giochi della nostra casa di accoglienza a Kiev! Il mio sogno è che per loro ci sia una vita lunga, ricca di sorprese e avventure!!!


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 Oggetto del messaggio: Re: Storia di Arkadiy
MessaggioInviato: 25/03/2010, 13:46 
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Iscritto il: 11/01/2010, 15:54
Messaggi: 22
Quali giochi hanno a disposizione i bambini?


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 Oggetto del messaggio: Re: Storia di Arkadiy
MessaggioInviato: 29/03/2010, 10:38 
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Iscritto il: 02/12/2009, 16:31
Messaggi: 33
Nella casa d'accoglienza c'è una sala giochi con i materassini, la "piscina" con le palline e altri componenti morbidi per giocare saltando. Poi ci sono i giochi da tavolo, i colori, libri, pupazzi e qualche bambola, auto, insomma un repertorio sul classico. In entrambi i reparti pediatrici ci sono due piccole ludoteche dove le nostre animatrici svolgono le attività con i bimbi ricoverati. Loro usano tantissimo carta, plastilina, tempere, gesso, forbici e colla per stimolare la manualità.

Cristina
Soleterre ONLUS


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 Oggetto del messaggio: Re: Storia di Arkadiy
MessaggioInviato: 03/05/2010, 10:13 
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Iscritto il: 21/02/2010, 10:40
Messaggi: 18
Soleterre ha scritto:
E' difficile stabilirlo ora, dipende dall'andamento delle cure e dalla sua risposta. In media è stimato che la cura di un bimbo che viene operato e segue la chemioterapia si aggira intorno ai 15.000€ in totale.
Vista da questa prospettiva è una realtà molto pesante e, purtroppo, sono molte le famiglie che non possono pagare somme simili, che vendono la casa, si indebitano ...


Ciao
siete riusciti a recuperare questa somma per aiutare Arkadiy?


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 Oggetto del messaggio: Re: Storia di Arkadiy
MessaggioInviato: 05/05/2010, 16:51 
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Iscritto il: 02/12/2009, 16:31
Messaggi: 33
Ciao a tutti!
Soleterre ha raccolto fondi e supportato Arkady per una parte del suo cammino terapeutico, ma purtroppo non ho la certezza che questo potrà accadere per l’intero percorso. Nel budget che Soleterre stanzia ogni anno per aiutare i nostri bambini ci sono davvero tante voci, la casa di accoglienza, il supporto psicologico, la fisioterapia, l’acquisto di macchinari, … una di queste è il fondo emergenza per i bimbi più bisognosi. Il problema è che sono sempre tanti ad averne bisogno!

Balitskyy Yevgen è quasi un ragazzo ormai, ha iniziato le cure contro l’osteosarcoma nel 2005 e le ha concluse nel 2008. Gli hanno amputato la gamba e può camminare solo con la protesi. Pesa 100 kg perciò la protesi gli fa male e gli serve un coperchio in silicone per il moncone. L’anno scorso gli abbiamo comprato un kit completo di coperchi ma sono finiti (vanno sostituiti ogni 2 mesi circa). Il padre purtroppo non lavora ed e’ alcolizzato, la mamma ci ha chiesto di aiutarli ancora e lo abbiamo fatto perché lo stipendio di questa donna è praticamente uguale al costo del coperchio!

Ci sono tanti e tanti occhi che io vorrei guardare con la certezza che tutto ma proprio tutto il possibile sarà fatto.

A presto,

Cristina
Soleterre ONLUS


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 Oggetto del messaggio: Re: Storia di Arkadiy
MessaggioInviato: 12/05/2010, 10:35 
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Iscritto il: 21/02/2010, 10:40
Messaggi: 18
Soleterre ha scritto:
Ci sono tanti e tanti occhi che io vorrei guardare con la certezza che tutto ma proprio tutto il possibile sarà fatto.


Bellissima questa frase...cosa è stato possibile grazie a Soleterre?


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 Oggetto del messaggio: Re: Storia di Arkadiy
MessaggioInviato: 12/05/2010, 17:07 
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Iscritto il: 02/12/2009, 16:31
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Nel corso degli anni (ormai 7!) Soleterre ha elaborato una strategia di intervento che comprende attività anche molto diverse, ma tutte mirate al rispetto del diritto alla salute dei nostri bambini malati di cancro.

Una particolarmente significativa è il sostegno psicologico e sociale rivolto ai piccoli pazienti e alle loro famiglie. Lo staff è composto da due psicologhe, due educatrici e un’insegnate.

Le psicologhe realizzano terapie individuali e di gruppo, riuscendo a costruire un percorso personalizzato e idoneo per tutte le famiglie che ne fanno richiesta. Il lavoro è svolto sia direttamente con i bambini che con i genitori. Una delle due psicologhe, in particolare, è specializzata in arte-terapia, una disciplina che, attraverso il gioco e l’espressione artistica, permette di entrare in contatto con i minori ed aiutarli ad esternare e affrontare paure, fragilità, dolore.

In aggiunta alle attività del reparto, durante l’arco dell’anno vengono organizzati degli incontri di mutuo-aiuto dedicati ai genitori, in modo che questi siano supportati nell’affrontare la drammatica malattia del figlio e siano spinti a trovare nel legame di solidarietà con gli altri genitori un’ulteriore fonte di forza e speranza.

Lavorando a stretto contatto con pazienti oncologici, anche i medici, il personale infermieristico dei reparti e lo stesso staff psico-sociale hanno bisogno di un supporto psicologico, volto a prevenire il cosiddetto “burn out”.

L’attività della maestra in corsia è invece fondamentale per restituire una dimensione di normalità e di quotidianità alla degenza dei piccoli malati oncologici. L’insegnante svolge regolari lezioni su materie scolastiche e si avvale di supporti audio-visivi per rendere le lezioni ancora più coinvolgenti ed interessanti.

Le educatrici, invece, sono ormai dei veri punti di riferimento per i bambini del reparto e organizzano più volte alla settimana attività ludico-educative durante le quali i piccoli pazienti hanno modo, almeno per un po’, di distogliere la mente dalla malattia e di prendersi il meritato svago.

Inoltre, ad ogni famiglia che entra in contatto con i reparti pediatrici, vengono fornite utili indicazioni circa la malattia, il suo decorso e le scelte terapeutiche possibili, nonché sui servizi di assistenza attivi. Il materiale informativo prodotto viene esposto all’interno dei reparti e consegnato in copia ai familiari dei pazienti al momento del ricovero.

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 Oggetto del messaggio: Re: Storia di Arkadiy
MessaggioInviato: 12/05/2010, 17:15 
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Un altro punto forte dell'intervento è la fisioterapia. L’attività di riabilitazione fisioterapica sui pazienti malati di cancro che sono stati sottoposti ad operazioni chirurgiche è infatti fondamentale, perché dopo un’operazione di asportazione di un tumore solido l’arto colpito perde la sua mobilità e accusa contratture e indurimento della muscolatura, che ne impediscono il movimento. I nostri piccoli pazienti oncologici hanno quindi bisogno di una lunga e graduale riabilitazione con il fisioterapista sia sulla zona operata, sia su tutto il resto del corpo.

Soleterre sostiene il lavoro dei fisioterapisti nella sua totalità (spese del personale, allestimento degli spazi e acquisto di attrezzature), sia presso il reparto di oncologia pediatrica che nella casa di accoglienza!


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 Oggetto del messaggio: Re: Storia di Arkadiy
MessaggioInviato: 13/05/2010, 9:51 
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Iscritto il: 21/02/2010, 10:40
Messaggi: 18
Dopo quanta fisioterapia i bambini riescono a riprendere i movimenti?


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