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Parlando di cure totalmente a carico del paziente è possibile stimare una media che va dai cento ai duecentomila euro per il ricovero di un bambino onco-malato all’interno di un ospedale italiano. Di questi, diecimila euro sono il costo del viaggio e della permanenza in Italia di un genitore mentre la degenza, le cure ed eventuali operazioni hanno un diverso ordine di grandezza, come dicevo, dai cento ai duecentomila euro. Soleterre non si è mai impegnata in questo senso ma, esclusivamente per alcuni casi segnalati dai primari dei reparti di oncologia pediatrica e neurochirurgia come non curabili in Ucraina, ha provveduto a trovare in primo luogo un ospedale pronto ad accoglierli e, successivamente, a richiedere alla regione di competenza il finanziamento del ricovero. La cosa non è impossibile ma neppure troppo semplice perché le regioni italiane hanno tempi burocratici che stridono con le necessità di un bimbo malato.
Sono ben consapevole che il primo impulso, quando si viene a conoscenza della realtà che vivono i bambini nei reparti pediatrici che seguiamo a Kiev, è quello di “portarseli tutti a casa”. Personalmente vi posso confidare che, da quando io stessa ho avuto un bambino, sento come una morsa quando leggo i report del nostro staff con le loro storie. Ma, guardando le cose da un maggiore distanza, sono anche convinta che per aiutarli al meglio sia necessario migliorare determinate condizioni per tutti, investire le risorse in interventi duraturi che hanno una ricaduta positiva per la collettività, sia per i bimbi malati di oggi che per quelli che arriveranno in futuro nei nostri due reparti.
Cristina Soleterre ONLUS
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